Nel primo post avevamo dichiarato la volontà di ospitare, nella nostra casa virtuale, gli amici che arricchiscono abitualmente la nostra vita reale. Da questo, ospiteremo per qualche post, la mia amica-sorella Nicoletta (di lei ho già parlato qui http://unkookaburraingiardino.blogspot.it/2013/03/conferme-2.html) che si unisce a noi per raccontarci della sua passione: La Cucina Naturale come Cibo Vero. Una cucina che tratta il cibo non solo come nutrimento, ma sopratutto come mezzo per restare in salute. L'argomento è stato oggetto recentemente di un interessante corso teorico-pratico, animato da Nicoletta stessa con il supporto dei pediatri che operano nel nostro paese. Vi ho partecipato anch'io in qualità, poco professionale, di fotografa e l'argomento mi ha affascinata e incuriosita. Sono consapevole che un argomento così vasto non si può condensare in poche righe, ma spero possa essere di vostro gradimento e magari vi invogli, come è successo a me, a percorrere una strada nuova.
Monica
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Innanzitutto è bene sottolineare che il cereale deve essere rigorosamente integrale - per conservare le fibre di cui è ricco e che apportano grandi benefici al nostro intestino - e biologico, perché i "veleni" usati nell'agricoltura tradizionale, si annidano nel germe del cereale e noi li assumiamo mangiandoli.
Partiamo da quella che è sentita come la difficoltà maggiore: la cottura dei cereali. Intanto distinguiamo i nostri cereali in duri - quali farro, segale, orzo, avena; mediamente duri - riso ; teneri - miglio, bulghur, cous-cous, e gli pseudo-cereali, così detti perché hanno le caratteristiche sia dei cereali che dei legumi e precisamente: quinoa, amaranto e grano saraceno. I primi hanno bisogno di essere messi a bagno in acqua per sei-otto ore. Gli altri possono essere cotti al momento desiderato.
Prima di cuocerli , vanno lavati accuratamente e il metodo di cottura più indicato è quello dell'assorbimento. Se utilizziamo la pentola a pressione i tempi di cottura verranno dimezzati. Versiamo il cereale con la sua acqua di ammollo o, se non c'è stato ammollo, aggiungendo la quantità di acqua necessaria per il tipo di cereale e un pizzico di sale (il rapporto di cereale e acqua è indicativamente di 1:2, ovvero per ogni parte di cereale si aggiungono due parti di acqua). Portiamo a bollore a fuoco vivace, chiudiamo con il coperchio, controlliamo che la valvola sia abbassata e al fischio, abbassiamo la fiamma e prendiamo il tempo. A cottura ultimata spegniamo e lasciamo riposare il cereale dentro alla pentola chiusa, per 5-10 minuti. Apriamo e mescoliamo con una forchetta per renderlo più vaporoso. I cereali teneri possono essere cotti anche con la pentola normale sempre seguendo il metodo dell'assorbimento.
La "farifrittata" ovvero la frittata senza uova.
(Per 4 persone)
Ingredienti:
farina di ceci gr.160, acqua quanto basta (per formare la pastella), 1 zucchina, 1 carota, 1 cipolla, sale, qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Preparate una pastella liquida, senza formare grumi, con la dose di farina indicata e l'acqua, fino a raggiungere una consistenza tra il liquido e il cremoso a cui aggiungerete un poco di sale. La pastella deve riposare da un minimo di mezz'ora, a tutta la notte (questa è la soluzione migliore perché la rende più digeribile).
Saltate in padella le verdure tagliate nello spessore che preferite e dopo una breve rosolatura, salatele e, tenendo la fiamma allegra, unite la pastella, coprite con coperchio e lasciate poi cuocere a fiamma bassa. Quando la frittata si è ben rappresa sotto (lo capirete sollevando un piccolo lembo del bordo con una palettina) rigiratela delicatamente aiutandovi con un coperchio o piatto delle stesse dimensioni e lievemente unto di olio per far scivolare la frittata di nuovo in padella, quindi fatela cuocere dall'altra parte. Quando è pronta, dopo circa 10-15 minuti servitela calda, ma anche fredda è buonissima.
A presto,
Nicoletta


