Un kookaburra in giardino

Un kookaburra in giardino

domenica 28 ottobre 2012

Quando un dolce........

....non è solo un dolce!


Quello che vi offro virtualmente non è solo una riuscita mistura d'ingredienti, un piacere per la gola, una bontà nella quale perdersi onorando un'occasione. No, no, questa è una "liaison" (alla francese rende meglio), un collegamento, un ponte, un raccordo, un gancio....Mi fece dono di questa ricetta una gentile signora di Parma, con la quale avevo condiviso piacevoli giornate marine. Me la spedì con una missiva cartacea (quindi ancor più preziosa), in occasione di un Natale passato. Diceva che rifacendola nei giorni festivi, come lei avrebbe fatto, avremmo potuto "sentire" di condividere il Natale. Lontane per via della distanza fisica, ma vicine per quello che il dolce poteva rimandarci in valore affettivo. Lo feci e la magia accadde, conquistando il palato di tutta la famiglia. Tanto che da quel momento è diventata la "nostra torta", quella a cui pensiamo quando dobbiamo festeggiare una ricorrenza speciale.

Infatti eccola in occasione del compleanno di Isabella



e in quello celebrativo di Andrea


o ancora per festeggiare la S. Cresima di Isabella



Questa, invece, è quella che ha addolcito il nostro anniversario


e volentieri ne condivido la ricetta....con la speranza che divenga l'accento goloso delle vostre giornate festose e il nostro speciale collegamento, la nostra " liaison"! Sarò felice sapendovi intenti a gustare questa prelibatezza e di certo avremo stabilito un contatto reale oltre questo schermo!

Pasta :
250gr di farina
150gr di zucchero
100gr di burro
1 uovo intero più 1 tuorlo
1 bustina di vanillina
½ di lievito
un pizzico di sale
 Crema :
2 ricottine (100 gr. l'una)
2 philadelphia mini (40 gr.l'uno)
1 vasetto di yogurt bianco (preferibilmente intero)
100gr di zucchero
50gr di burro
4 tuorli
Copertura :
200 g di cioccolato fondente


Preparazione

Disporre la farina a fontana su una spianatoia e ricavare un buco
centrale nel quale mettere il burro freddo tagliato a dadini.
Incorporare il burro alla farina sino a che quest'ultimo non sarà un tutt'uno con la farina stessa. Rifare il buco centrale e aggiungere a questo punto lo zucchero, l'uovo intero più un tuorlo, una bustina di vanillina, mezza bustina di lievito e un pizzico di sale. Impastare tutti gli ingredienti sino a che non sarà formato un impasto omogeneo. Mettere in frigo la pasta ottenuta e farla riposare mezz'ora.
Nel frattempo preparare la crema montando lo zucchero con il burro; quando il composto sarà spumoso, incorporare uno a uno i tuorli delle uova ed infine la ricotta.
Riprendere la pasta e stenderla in misura adatta alla teglia da utilizzare, la quale dovrà essere preventivamente imburrata e infarinata ( oppure utilizzare la carta forno). Dopo aver rivestito lo stampo con la pasta, riempire con la crema alla ricotta e metterlo nel forno già in temperatura (180°). Monitorare la cottura che avverrà in circa mezz'ora o comunque quando la superficie sarà dorata.
Estrarre la torta e farla raffreddare; quando la temperatura sarà pari a quella dell'ambiente, si potrà ricoprire con il cioccolato precedentemente fuso a bagnomaria.
Questo dolce è migliore se realizzato con un giorno d'anticipo rispetto al suo consumo.



*La ricetta qui sopra è una mia personale variante dell'originale, che si chiama Torta Susanna e che prevede nella farcia 4oo gr di ricotta e non il mix di formaggi che ho concertato io. A noi piace così, con un sapore più deciso per il  gusto leggermente acidulo che regala lo yogurt e che ben si sposa con gli altri ingredienti.  A voi la scelta ..... 

Vi auguro tante giornate piene di dolcezza.............
Monica


P.s. Molte di voi avranno riconosciuto il bellissimo sfondo della mia torta...ebbene sì...è stato il banner primaverile del blog di Rosi Jò, ma anche sfondo per le meravigliose torte di Elisabetta  ed ora splende sulle pareti di casa mia perchè, la generosa e gentile Rosi, me ne ha fatto omaggio! Sono davvero fortunata............ 

venerdì 26 ottobre 2012

Ma ......


Non si inizia con una congiunzione, soprattutto se indica contrapposizione di due elementi. In questo caso, invece, "due elementi" si sono uniti ed è una "congiunzione" perfetta per raccontarvi la storia di questo giorno;


sì perchè oggi, in casa nostra , si festeggia!!!
La nostra storia familiare e la mia personale con Andrea, semplificata in quelle iniziali  al principio del post.


Il nostro incontro risale al dicembre 1997 e la lunga storia del nostro fidanzamento ( durato ben 20 anni ) ve la risparmio ( anche se non vi nascondo che, oltre ad altre splendide qualità, mi conquistò la sua capacità di farmi ridere ), ma il giorno, o meglio la data che lo ricorda, quella, ci ha seguito per tutta la vita...26. 


Così oggi, 26 ottobre 2012, festeggiamo l'anniversario del nostro matrimonio ( i conti potete farveli da soli...).
Un giorno indimenticabile, per la presenza cara di tanti amici, familiari  e per la sottolineatura, dolcemente dorata, mite e luminosa, che metereologicamente il tempo ci concesse.



Poche righe per riassumere tanti giorni trascorsi insieme, tempo che, come quello di ogni coppia, racchiude malumori, incomprensioni, amarezze, ma anche adattamento, comprensione, complicità, affetto, Amore.
Una storia iniziata con l'intreccio di dita bambine che, oggi, ne stringono altre. Quelle della nostra amata Isabella.


Così intensamente plasmata nell'immaginario che la realtà non ha potuto che replicarla fedelmente.


Lei è l'imprevedibile, quanto prioritaria, imprescindibile, variabile della nostra vita, la risulta preziosa, il senso più vero della nostra unione. E con il suo arrivo la nostra sigla si è estesa,



ma a quella che sentenzia negazione assoluta, ovvero MAI,



noi preferiamo quella che è anche una coniugazione del verbo amare, ovvero AMI.



Buon 26 a NOI!!!! ( e buona giornata a voi che siete arrivati sin qui....)


P.S. L'ironia e la leggerezza del mio sposo, mi hanno impedito di nutrire il racconto con note più personali o "sdolcinate"......

Monica











giovedì 18 ottobre 2012

Una classe modello

Quando io e papà vogliamo rilassarci e divertire un po', andiamo a guardarci insieme su YouTube, gli spezzoni della classe di "Amarcord", film di Federico Fellini, che pur essendo ambientato a Rimini,  ricorda come modi di fare o di dire, le nostre parti. Gli alunni di questa classe assomigliano ai miei compagni, a loro modo vivaci, simpatici, disturbatori, secchioni, timidi... Come quelli di tanti anni prima!

Isabella

Naturalmente per guardare parti di film di questa portata, Isabella viene legata alla sedia e obbligata a ridere a crepapelle, finché non impara a memoria tutte le battute.
Prossima visione: "La corazzata Potëmkin" di Sergej M. Ejzenštejn,  in versione integrale con sottotitoli.


Andrea


ma, papà ....

Isabella

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lunedì 15 ottobre 2012

Olly



 Si avvicina piano piano come se non volesse farsi notare. Zampetta buffamente sul quaderno di matematica, pieno di calcoli e problemi, si alza sulle sue ditina rosa, ti becchetta lievemente il naso e china la testa perché tu possa darle i baci. Lei è la mia pappagallina Olly, affettuosa come un gattino, dal qual però rifuggirebbe soffiando e sbattendo le ali. È una calopsitta, bianca e gialla, con un becco rosato e appuntito, una cresta ribelle e delle simpaticissime macchie arancio in corrispondenza delle orecchie, che la fanno sembrare arrossita per qualcosa. Intanto, si allontana dal centro del mio quaderno e va a mordicchiare i bordi, lasciando dei buchi triangolari. L'allontano subito con una sgridata. È una sua mania, mordicchiare gli oggetti. I fili dei mouse del computer, i libri, la carta, i giocattoli, il cestino di vimini per il pane, elastici... Ogni cosa che le capita sotto il becco. Per mordere i fili del computer, lasciato erroneamente sul tavolo, fa finta di mangiare delle briciole invisibili, fino a che non è vicinissima ai desiderati cavi e allora li “addenta”, spelandoli dalla plastica. Arriva subito un'altra sgridata e per qualche minuto è efficace, ma dopo si riavvicina, testarda e riprova ad attaccare.
Un'altra sua passione è fare il bagno. Quando la mamma lava la verdura, si avvicina curiosa, allora le viene lasciato un rigagnolo d'acqua dal rubinetto e lei, camminando sulla separazione dei due lavelli, incomincia a bere. Dopo ci mette sotto la coda, poi un ala e solo allora il resto del corpo. La mamma prende un po' d'acqua in una mano e la fa, dolcemente, cadere su di lei. Dopo un po' si stufa e vola via sulla sua gabbia, bagnata fradicia. La mamma, per non lasciarla al freddo va a prendere il phon. Lei va matta per il phon e vola fino sulla sua spalla. Sotto il getto dell'aria, tenuta tiepida con l'apposito pulsante, sembra che vada in motorino, con la cresta che svolazza, mentre si oppone alla forza del vento.
La piccola Olly diventa pazza alla mattina, quando tostiamo il pane. Mettiamo le fette nel tostapane e lei si posiziona sulla seggiola più vicina all'apparecchio e aspetta per tutti i quattro minuti di tostatura. Quando il pane è estratto dall'elettrodomestico, allora incomincia a muoversi a destra e a sinistra sulla sedia, fino a che non le viene dato un bel pezzo di bordo. Incomincia a mangiarlo e non alza mai la testa, neanche per vedere chi arriva in cucina. Con la pizza del sabato sera è uguale. In estate, quando mangiamo fuori nel nostro minuscolo giardinetto, prendo la gabbia vicino a me e le passo la crosta della pizza, non troppo bruciata. Sto lì un quarto d'ora con la pizza in mano, mentre lei con calma se la gusta. In casa, sul tavolo, la vera tragedia è quando fa cadere a terra la sua porzione e si sporge oltre il bordo per vedere dove è l'amato pezzo. Papà allora si alza e lo recupera. Lei, contenta, continua a mangiarselo.
A colazione ama nascondersi dietro la scatola del latte, pensa forse di non essere vista. Si nasconde anche dietro il vaso sul tavolino del salotto e lì incomincia a dormire; la sua presenza è segnata solo dal “digrignare” del becco.
L'ultima caratteristica di Olly sono gli schiamazzi. Ha un suono basso, che noi chiamiamo “queck” che usa per parlarci, sgridarci, richiamarci. Un suono più squillante per quando sente il rumore del cancello e, facendo “l'oca del' Campidoglio”, ci avverte che forse qualcuno sta arrivando. A volte mi viene vicino e mi richiama con un “queck” e io le rispondo con due fischi acuti. Lei si arrabbia e starnazza. Andiamo avanti così per un minuto, fino a che, Olly, non incomincia a imitare il mio fischio. Devo dirlo, non fischio bene, la mia mamma dice che trapano il cervello; immaginatevi se tutto questo è fatto da un pappagallo e una ragazzina che gli risponde; non si riesce neanche a parlare al telefono! Forse lo fa perché non ama i rumori forti e allora mi sgrida, io continuo e lei mi fa capire, imitandomi, quanto è fastidioso, chissà...

sabato 13 ottobre 2012

Affarone! ( ... e chissenefrega!)



Ieri sono stato in città, principalmente per lavoro, però ho trovato anche il tempo per un acquisto commissionato da mia sorella. Entrato nel grande negozio di elettronica ho attraversato lo spazio degli espositori dei cd in offerta, per me un passaggio obbligato. Inopinatamente, tra i soliti titoli di quegli scaffali (gira e rigira sono sempre gli stessi), ho notato il cd di Joe Jackson "Live Music Europe 2010". Un album uscito relativamente da poco tempo (2011), già in offerta a circa un terzo del prezzo corrente? Forse se lo filano in pochi, ma io non me lo sono lasciato sfuggire. Probabilmente penserete: " Bravo, ma chissenefrega?" e questo dev'essere stato anche il pensiero a casa, al mio annuncio del grande affare. Si poteva leggere dalle espressioni dei visi, dai quali trasparivano pensieri del tipo "siamo contenti per te, ma ... un altro cd di Joe Jackson? Ma non li hai già tutti?".


Va da sè che questo non l'avevo (altrimenti mica lo avrei preso) e non poteva mancare nella raccolta degli album di uno dei musicisti che preferisco. E poi, comprato ad un terzo del prezzo! Il fatto che non lo abbia dovuto acquistare all'estero e la spesa molto modesta,  per un disco che secondo me ha un buon valore artistico, mi hanno dato una certa soddisfazione.


Così tento di condividere questo mio stato d'animo con chi, bontà sua, si avventurerà nella lettura di questo post. Sicuramente non sono l'unico ad apprezzare la musica di questo autore inglese, ma ormai siamo ascoltatori di nicchia. Joe Jackson non ha mai riempito gli stadi, si esibisce preferibilmente in sale o teatri, però le radio non trasmettono quasi più la sua musica o, se lo fanno, rimandano vecchi brani di successo (su tutti "Stepping Out", hit del 1982, dall'album "Night and Day"). Il disco che ho acquistato ieri non è completamente rappresentativo della musica di questo autore e contiene, tra l'altro, alcune cover (per esempio "Girl" dei Beatles), tuttavia mi sembra gradevole da ascoltare e un buon punto di partenza per chi non ha mai sentito nulla di questo musicista. 


Con il link che precede, che rimanda ad una sezione del sito ufficiale,  si possono ascoltare i pezzi di questa raccolta; non ci sono immagini, ma richiudendo il collegamento ad icona, si possono proseguire le proprie attività sul computer con un nuovo (spero) ed economico, accompagnamento musicale.
Un affarone!

Andrea


venerdì 12 ottobre 2012

... e adesso tocca a me!



Lo spirito della condivisione mi appartiene. Quando ho terminato gli studi, l'obiettivo era quello di diventare un' insegnante di educazione artistica e per un periodo della mia vita ho assaporato il piacere di farlo... registri sotto il braccio, nei corridoi delle scuole medie che frequentavo, per non confondermi con gli studenti; ore in aula a parlare per spiegare quale era la mia passione, per provare a "contaminare", con  teorie e alchimie colorate, anche il potenziale artistico dei "miei-quasi " alunni. Un periodo della mia vita bellissimo, di cui serbo ricordi emozionanti e pieni d'entusiasmo.



Poi, si sa, non sempre la vita ci lascia fare quel che vogliamo, o forse, semplicemente, le abbiamo aperto altre porte, che ci condurranno per altre vie. La mia strada  mi ha donato un marito, Andrea, con il quale ho avuto una splendida bambina, Isabella e  un lavoro completamente differente, rispetto a quello del mio progetto originario. Una tela ugualmete ricca di colori e sfumature che non ha mutato la mia essenza. L'arte, quella che solitamente cataloghiamo con la "a" maiuscola, rimane sempre al centro dei miei interessi, ma ad essa, nel tempo, se ne sono aggiunti tanti altri e anche loro hanno contribuito a costruire "il mosaico" che oggi sono.



Nel collage che vedete ho racchiuso alcune delle attività che amo: l'acquerello prima di ogni cosa, ma anche tanti aspetti del craft che nel tempo hanno catturato la mia attenzione.



Non ultima la fotografia, che amo infinitamente per la possibilità che mi offre di approcciare la realtà con un occhio "speciale", a volte ludico, altre "pittorico", o ancora didascalico. 



Difficile  racchiudere  in  poche righe ciò che si è (o si crede di essere), ma spero di aver soddisfatto qualche curiosità di chi, ancora, non mi conosce. Ringraziandovi di nuovo per la generosità di essere giunti sin qui, vi saluto caramente, sperando di ritrovarvi ancora  nello scorrere di questa avventura.

Grazie di cuore a tutti.



http://make-handmade.com/2011/11/09/online-jewelry-making/


Monica

martedì 9 ottobre 2012

Musica Maestro: venticinquennale di Graceland


La nostra casa è disposta verticalmente su tre piani, forse due e mezzo: seminterrato, piano rialzato e primo piano. Solitamente la presenza di qualcuno di noi ad uno di questi livelli è rivelata dalla musica, che può provenire da una radio, da un computer o da un i-pod amplificati in qualche modo, da un impianto stereo o anche da un televisore. 
La musica è una passione che ci accomuna per quanto, in fondo, ognuno di noi abbia delle preferenze diverse (e le mie rasentano il razzismo musicale). Non è infrequente che il primo della famiglia che rientra a casa, prima di accendere la luce o mettere a bollire l'acqua per la pasta, accenda la radio, se non è rimasta in funzione per tutta la  mattina per fare compagnia ad Olly, il nostro pappagallo. Ogni attività, ad esclusione dei compiti di Isabella, è svolta con un sottofondo musicale.
Quest'anno ricorre il venticinquennale (commerciale) della pubblicazione di un album che piace particolarmente a tutti i componenti della nostra famiglia: "Graceland", il capolavoro di Paul Simon la cui immagine di copertina è rappresentata nella foto. Questo disco (che in verità è uscito nel 1986, quindi addio venticinquennale!) a detta di molti critici, ma anche da chi lo ascolta da tempo, come me, ha rappresentato, dopo la separazione artistica da Art Garfunkel, un nuovo punto di svolta nella carriera del musicista americano. 
Lo stesso autore racconta di essere stato sorpeso, nel 1984,  da una musicassetta regalatagli da un amico, che conteneva  "Mbaqanga", la musica del ghetto sudafricano di Soweto. Dopo  ascolti ripetuti di quel supporto magnetico, Paul Simon è partito per il Sudafrica per "esplorare" la musica di quella regione. Insieme a musicisti locali, ha registrato molto materiale che successivamente è stato mixato e rielaborato in studio ed ha dato vita al disco che a noi piace così tanto.
Setacciando YouTube ho trovato un filmato molto bello (http://www.youtube.com/watch?v=mPGdLMhNieY), registrato nel 2007, che contiene l'esecuzione dal vivo di due brani: "Diamonds On The Soles Of Her Shoes", eseguita con il gruppo vocale sudafricano Ladysmith Black Mambazo (!), e "Bridge Over Troubled Water" cantata nell'occasione con il vecchio compare Art Garfunkel. Il primo brano è tratto proprio da Graceland e, per chi avrà la pazienza di guardarlo, consente di farsi una prima idea di come sia la musica di quella raccolta (noi, nel nostro piccolo, stiamo già battendo il ritmo con i piedi).

Andrea


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lunedì 8 ottobre 2012

Mi presento


http://www.lav.it/uploads/5/668_TESTATA_papere.jpg

Io sono Isabella, il membro più piccolo della famiglia. Ho 13 anni e frequento le scuole medie. Le mie passioni sono leggere (principalmente libri fantasy) e scrivere racconti. Il mio sogno è diventare scrittrice o giornalista. Sul blog mi piacerebbe fare qualche recensione su libri per ragazzi, raccontare qualche mia esperienza e, magari, scrivere piccoli racconti. Dato che amo gli animali e i loro comportamenti bizzarri, ho deciso di mettere questo video, molto simpatico (almeno dal mio punto di vista) sperando che vi strappi una risata.


Grazie per avermi letto
Isabella
 

domenica 7 ottobre 2012

Primo post


La nostra casa ha un suono, la cui origine è ancora sconosciuta. Un richiamo di origine animale che si diffonde dal nostro giardino e che sempre, scatena molte ipotesi. Questo "gracchiare", che sembra uscire da un tubo e che si direbbe l'incrocio fra il canto di un uccello e il gracidare di una rana, è la parentesi "leggera" nelle nostre rispettive quotidianità. Da sempre, per noi, è il canto del "kookaburra", animale reale che, nel nostro immaginario, corrisponde a quel suono che il giardino ogni tanto ci rimanda.
Foto:  http://www.irre.toscana.it/ambiente/galleria/Raganella1.jpg  
Il blog, questa casa virtuale, sarà la nostra dimensione familiare nella rete, ospiterà anche voi, se lo desiderate, proprio come si fa con gli amici che, ogni tanto, ci vengono a trovare.
E il kookaburra? Quello è ciò che sta fuori dalla nostra casa e che è allo stesso tempo, la casa stessa. 
Foto:  http://digital-images.net/Lenses/AFS_VR/Kookaburra.jpg
Ben arrivati e grazie di essere qui!
Andrea, Monica e Isabella